Archivi tag: incidenti

#Memoriemondiali: Brasile-Croazia, 12 giugno 2014

Scontri BrasileDal momento che questo blog rischiava di diventare un po’ monotono a parlare solo dei miei ricordi di stadio, ho deciso di aprire questa rubrichetta. Niente di impegnativo, un semplice mio punto di vista sulla Coppa del Mondo di calcio in corso di svolgimento in Brasile. E direi di partire con un’immagine significativa: gli scontri fra manifestanti del movimento “Nao Copa” e le forze dell’ordine. I veri vincitori del mondiale. Altro che “festa dello sport”! Purtroppo la Coppa del Mondo è anche questo: un business molto sporco, giocato sulle spalle dei poveri… Certe immagini che girano per la rete non mi meravigliano, non dovrebbero meravigliare nessuno di coloro che hanno visto “Tropa de Elite”, un film di qualche anno fa incentrato sul Bope, il corpo di polizia militare impiegato nella “pulizia” delle favelas. Si perché in Brasile funziona così: c’è un grande evento? Ripuliamo le favelas! C’è una visita del Papa? Ripuliamo le favelas! Ci sono le Olimpiadi? Ripuliamo le favelas! Ci sono i mondiali di calcio? Ripuliamo le favelas! E come le ripuliamo? Mandiamo il Bope a tirare giù dalle spese un po’ di pezzenti, che tanto non piangerà nessuno! Continua a leggere

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1989-2014: 25 anni di leggi speciali…

Genny a carognaUna riflessione sui fatti di Napoli-Fiorentina è quanto meno d’obbligo. Non per fare del moralismo, ne per voler indicare una via corretta alle istituzioni che tanto NON seguiranno (sono tarati in quel modo, non ascolteranno mai nulla di diverso), ma solo perché ancora una volta abbiamo sentito parlare di leggi speciali, e di “dare un giro di vite”. Ebbene, sono esattamente 25 anni che si fa ciò, si danno “giri di vite”. Con quali risultati, lo avete visto sabato sera a Roma. Ora, chiunque potrà parlare per dare aria alla bocca, ed io potrei star qui a dipingervi “Genni a’ carogn'” come un onesto contribuente, non ci troveremo mai d’accordo. L’unico dato di fatto, l’unica cosa evidente a tutti e sulla quale non si può discutere proprio perché sono i fatti a dimostrarlo, è il totale e completo fallimento del sistema repressivo. Il che dovrebbe ormai far capire che, se si vuole migliorare la situazione, bisogna forse provare la strada del dialogo con le tifoserie ultras che, va ricordato, sono composte per la stragrande maggioranza (anche ai propri vertici) da bravi ragazzi. Ecco, parto da questo presupposto per qualsiasi forma di dialogo. Se uno non la pensa così, vuol semplicemente dire che non sa, che sta dando aria alla bocca, e non vale nemmeno la pena perderci del tempo… Continua a leggere

18 aprile 1992: Reggiana Home

61Ripartiamo da queste parole: “E’ andata male, ma vedrai che l’anno prossimo faremo un campionato di vertice come il Foggia quest’anno… arriveremo primi… intanto oggi hanno preso il nuovo mister, uno esperto che sa il fatto suo… Bruno Mazzia!”. Era il 5 luglio 1991, parcheggio del Palasport San Lazzaro in attesa di entrare al concerto dei Litfiba. Fu il momento in cui appresi la notizia che avrebbe segnato definitivamente la stagione 1991/92. Già il Padova era piuttosto indebolito dalle partenze di Albertini e Benarrivo, inoltre se ne andava proprio quell’allenatore che aveva plasmato lo squadrone del ’91. Sostituito per di più da un uomo che l’esperienza ce l’aveva tutta si, ma in fatto di esoneri. Bruno Mazzia. Continua a leggere

26 marzo 1994: Vicenza home

 

Schermata 2014-03-23 alle 16.07.55C’è una partita che più di ogni altra a Padova significa qualcosa. Quella partita è sicuramente quella contro il Vicenza. Il derby per eccellenza, almeno per la maggior parte dei tifosi biancoscudati. Non per me, sinceramente, anzi penso che ai vicentini qui venga data forse troppa importanza per ciò che realmente sono. Ma il derby non è solo una questione di ultras vs.ultras, è anche e soprattutto un fatto di campanile, di odio fra le città. I vicentini sono un po’ la versione contadina dei padovani, a cui però il destino calcistico ha riservato un trattamento migliore (sul campo). Oggi tutto questo è forse difficile da capire, in tempi di globalizzazione sfrenata in cui tutto è uguale, da Nord a Sud…

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