Archivi categoria: In memoria di…

2 maggio 2004 – 2 maggio 2014: Caro Gildo, sono già passati dieci anni…

GILDOFATTORINel decennale della morte di Gildo Fattori non abbiamo parole da aggiungere. Le parole se le porta via il vento, il magone resta, come quello che da questa mattina si è impossessato di me. Per questo motivo ci limitiamo a riportare papale papale il ricordo che i ragazzi della Tribuna Fattori hanno pubblicato sul loro sito ufficiale. Sicuri che non avremmo saputo esprimere meglio i concetti. CONTINUA A GUIDARCI, GILDO! Continua a leggere

1 maggio 1994 – 1 maggio 2014: vent’anni senza Ayrton

AyrtonSennaIl mio primo amore a livello sportivo non è stato il calcio, ma la formula 1. Da bambino, prima dei sei anni, impazzivo per le corse d’auto. Non so come mi fosse nata questa passione, so di sicuro che era una Formula 1 molto diversa da quella attuale. Più “umana”. Avevo tre anni nel 1979, quando Gilles Villeneuve lottò all’ultimo sangue con Renè Arnoux a Digione, per strappare il secondo posto: non ricordo nulla, so che mia madre mi raccontava che quel giorno ero dai nonni che guardavo rapito questo duello in assoluto silenzio. Forse cominciarono a piacermi da li le corse, non lo so. Quello che so è che ero affascinato dagli incidenti spettacolari che capitavano sovente all’epoca. Soprattutto alla partenza dei gran premi. E non mi rendevo conto che dietro quegli incidenti ci fossero esseri umani che rischiavano la vita. Mi ricordo molto bene però di Gilles Villeneuve e mi ricordo il giorno della sua morte. Ci rimasi malissimo, a nemmeno sei anni: da li iniziai a rendermi conto di tante cose… E quell’anno ci furono anche i mondiali in Spagna, che mi avvicinarono al calcio. Ma nonostante tutto il mio “primo amore” non venne dimenticato. Continuavo a guardare le corse, amavo la Ferrari, ma in generale amavo quei piloti che sapevano emozionare. E verso la metà degli anni ’80 stava arrivando come un fulmine l’ultimo di quella generazione: Ayrton Senna. Continua a leggere

Riposa in pace, Vujadin!

Boskov_SampdoriaQuesta volta non parleremo direttamente del Padova, ma vogliamo dedicare un pensiero ad un gran personaggio del mondo del calcio, che ci ha lasciato ieri. Il suo nome era Vujadin Boskov. Nato in Serbia nel 1931, quando ancora era la Repubblica Federale di Yugoslavia, Boskov con la nazionale della Yugoslavia aveva disputato due mondiali e un’olimpiade: quella di Helsinky nel 1952, dove aveva conquistato la medaglia d’argento. All’età di 30 anni (prima la Federcalcio Yugoslava vietava i trasferimenti di calciatori all’infuori dei suoi confini) era stato acquistato dalla Sampdoria, proprio la società di cui avrebbe fatto la fortuna da allenatore. In maglia blucerchiata però aveva giocato poco a causa di problemi fisici, che lo avrebbero successivamente portato a chiudere la carriera da giocatore con la maglia dello Young Boys di Berna, società con cui avrebbe cominciato anche la carriera di allenatore. Era il 1962, e forse il serbo fu il primo giocatore-allenatore della storia, inteso proprio come colui che gioca e contemporaneamente allena la squadra per cui gioca… Continua a leggere

11 marzo 2013 – 11 marzo 2014: Alessio sempre con noi!


15.19
Caro Alessio, è già passato un anno dalla tua scomparsa, e ti voglio ricordare così. Col tuo ultimo post, che a rivederlo mette i brividi… Era un tuo modo goliardico di esorcizzare la quotidianità, quello di mettere post non-sense con magari riportato solo l’orario. O prendendotela con il Vantaggiato piuttosto che con lo Zanonato di turno. O con gli occasionali che si fanno vedere allo stadio solo quando le cose vanno bene. O con Dio in persona. Si, perché per noi veneti la bestemmia non è un’offesa, ma uno stimolo al padreterno per migliorarsi… Continua a leggere