1989-2014: 25 anni di leggi speciali…

Genny a carognaUna riflessione sui fatti di Napoli-Fiorentina è quanto meno d’obbligo. Non per fare del moralismo, ne per voler indicare una via corretta alle istituzioni che tanto NON seguiranno (sono tarati in quel modo, non ascolteranno mai nulla di diverso), ma solo perché ancora una volta abbiamo sentito parlare di leggi speciali, e di “dare un giro di vite”. Ebbene, sono esattamente 25 anni che si fa ciò, si danno “giri di vite”. Con quali risultati, lo avete visto sabato sera a Roma. Ora, chiunque potrà parlare per dare aria alla bocca, ed io potrei star qui a dipingervi “Genni a’ carogn'” come un onesto contribuente, non ci troveremo mai d’accordo. L’unico dato di fatto, l’unica cosa evidente a tutti e sulla quale non si può discutere proprio perché sono i fatti a dimostrarlo, è il totale e completo fallimento del sistema repressivo. Il che dovrebbe ormai far capire che, se si vuole migliorare la situazione, bisogna forse provare la strada del dialogo con le tifoserie ultras che, va ricordato, sono composte per la stragrande maggioranza (anche ai propri vertici) da bravi ragazzi. Ecco, parto da questo presupposto per qualsiasi forma di dialogo. Se uno non la pensa così, vuol semplicemente dire che non sa, che sta dando aria alla bocca, e non vale nemmeno la pena perderci del tempo…

Leggi speciali dicevamo: Alfano ha parlato di “Daspo a vita”, il che è quanto meno curioso in un paese in cui non è previsto nemmeno il carcere a vita. Ma fa ancora più ridere che a dirlo sia il rappresentante di un partito di pregiudicati, dove trova spazio gente invischiata con la criminalità organizzata a tutti i livelli, ed il cui maggior esponente (Tale Silvio…) ha un curriculum degno di Al Capone. Io non so cosa si inventeranno, di una cosa sono sicuro: se ne usciranno con l’ennesima legge demenziale e illogica, e la spacceranno come il toccasana, la “soluzione finale” di tutti i mali. Ma non sarà così, tempo tre, quattro anni, ed assisteremo nuovamente a guerriglie urbane, e magari a nuovi morti. E questo non perché me lo stia augurando (anzi…) ma perché è ciò che hanno fatto questi signori: nessuna soluzione, solo un complicamento della situazione. Siccome però c’è tanta gente che non ne è convinta, andiamo a rimestare nel torbido, e vediamo un po’ le cazzate che questi signori hanno combinato negli anni.

Per la precisione, sarebbe la settima legge speciale in ambito stadio che viene emanata in 25 anni. La prima è appunto del 1989, l’ultima del 2010 con l’introduzione della tessera del tifoso. Andiamo a rivederle:

1989: la diffida.  A seguito della morte di De Falchi in Milan-Roma e del grave ferimento del bolognese Ivan Dall’Oglio, vengono per la prima volta emanati dei provvedimenti speciali per quanto concerne le manifestazioni sportive. Siamo alla vigilia di Italia ’90, e ci sono delle risposte da dare in merito alle preoccupazioni per l’ordine pubblico sia per la presenza degli hooligans inglesi che degli ultras italiani. In particolare viene stabilito che le persone denunciate per atti di violenza in occasione di manifestazioni sportive, oltre a subire la denuncia ed il processo penale, avranno un provvedimento accessorio di interdizione dagli stadi per un periodo stabilito dal Prefetto, variabile (inizialmente) fra un mese ed un anno. A seguito di questa decisione, se prima gli scontri fra tifoserie erano circoscritti all’interno degli stadi o nelle immediate vicinanze, dopo l’area di influenza comincia a coinvolgere stazioni, autogrill, centri cittadini. Tutto ciò che non è “stadio”. Si allargano i problemi a macchia d’olio, anziché circoscriverli.

1995: il Daspo con firma. Nel 1995, con Maroni al Ministero degli Interni, arriva il giro di vite anche per la diffida. Che diventa Daspo, acronimo di Divieto Accesso alle manifestazioni Sportive. Succede in seguito alla morte di Spagnolo, ucciso dal milanista Simone Barbaglia. In pratica il nuovo provvedimento verrà emesso non più dal Prefetto ma dal Questore, prevede fino a 2 anni di interdizione dagli stadi per atti di violenza, che possono diventare 5 per manifestazioni di odio razziale. Prevede che i diffidati possono essere obbligati a firmare un registro in questura negli orari delle partite. Insomma, per essere un provvedimento amministrativo (ovvero che ha la validità di una multa all’atto pratico) limita sempre maggiormente la libertà delle persone. Ma soprattutto si rivela un boomerang per l’uso indiscriminato che ne viene fatto: saranno infatti migliaia i ragazzi che verranno colpiti da Daspo spesso per uno scambio di persona, o come “ricatto” nei loro confronti. Eh si, perché il Daspo è un arma che data in mano a delle singole persone diventa uno strumento fortemente ricattatorio. Chi non ci crede, è solo perché non ha mai avuto a che fare con certi “tutori dell’ordine” che si sentono padroni delle vite della gente. Non tutti, per carità. Ma ce n’è una buona fetta. Ed è la natura umana, non quella poliziesca come si potrebbe pensare: esempi di persone a cui il potere da alla testa sono presenti ovunque, anche nelle nostre curve, anche nei nostri posti di lavoro. Rimane il fatto che il Daspo diventa uno strumento ricattatorio, che porta molte persone a perdere la propria libertà in attesa di un processo che non arriverà mai o che, quando arriverà, si concluderà molto spesso con l’assoluzione (il 75% dei casi, mica bruscolini…) e che non fa altro che aumentare l’odio verso coloro che il Daspo lo emettono. Ossia le forze dell’ordine. E’ l’inizio di quella che oggi viene chiamata “Generazione ACAB”. Una buona fetta di responsabilità in tutto questo ce l’hanno anche i giornalisti, che spesso finiranno per interesse loro o di qualcuno a gonfiare a dismisura casi che verranno poi smontati in sede processuale. Ma ormai la frittata è fatta: sempre più persone proveranno schifo ed odio per chi toglie loro la libertà…

1999: Stop ai treni speciali. Non è una legge speciale, ma un provvedimento che fa ben capire come le decisioni in Italia vengano prese sempre e comunque come risposta all’opinione pubblica, e sempre e comunque col culo. Tanto per far vedere che “si fa qualcosa”. Piacenza-Salernitana, al termine della partita che vede la retrocessione in serie B dei campani, un gruppo di tifosi salernitani da fuoco al convoglio che li trasportava a casa. Muoiono in quattro avvolti dalle fiamme. Ora, su quel treno manco c’erano gli ultras, che a Piacenza erano andati in pullman. Ma la colpa è degli ultras. E bisogna prendere provvedimenti contro gli ultras. Inoltre ci sono le ferrovie dello stato (minuscolo) che si lamentano perché a causa degli ultras loro non possono dare un servizio efficiente ai cittadini che pagano le tasse. E qual’è la soluzione? VIA I TRENI SPECIALI! Il risultato è che il numero di tifosi in trasferta calerà drasticamente, ma paradossalmente diventeranno anche meno controllabili, con tutte le conseguenze del caso. I pochi gruppi ultras che continueranno ad utilizzare il treno come mezzo di trasporto finiranno sempre più spesso sui treni ordinari, in mezzo ai viaggiatori normali, con tutte le conseguenze del caso. Col tempo il treno verrà quasi completamente abbandonato dagli ultras, ma nonostante ciò le FF.SS. continueranno ad offrire ai cittadini un servizio di merda. Un episodio che la dice lunga su come vengano pensate le cose in Italia.

2001: Daspo prolungati e flagranza differita. Nel giugno 2001 muore Antonino Currò, colpito da una bomba carta durante Messina-Catania. Inoltre lo stesso anno il G8 di Genova fa propendere il governo Berlusconi per un nuovo “giro di vite” negli stadi. Ma cosa centrava il G8? Nel documento che viene stilato, si fa chiaro ed esplicito riferimento a quella manifestazione, dicendo pubblicamente che si vuole “scoraggiare le emulazioni” da parte delle tifoserie organizzate. E viene presentata la prima, vera legge sul tifo organizzato. Con toni trionfalistici, da parte dei relatori, dei politici e dei loro servi con penna e bloc-notes. “Finalmente abbiamo una legge per colpire i teppisti degli stadi!”. Nella fattispecie la durata del Daspo viene prolungata da uno a tre anni, e viene inserita la possibilità di essere arrestati in flagranza differita, ovvero fino a 48 ore dopo i fatti. Non solo, ma diventano vero e proprio reato penale il lancio di oggetti ed anche il possesso di fumogeni. Ne sanno qualcosa quei tifosi che si ritrovano tre anni di Daspo con firma per aver lanciato una bottiglietta di plastica vuota (!!!), oltre a tutti coloro che si vedranno perseguitare per aver acceso un fumogeno per colorare la propria curva o per esultare al gol della propria squadra. Questi nuovi provvedimenti finiranno con l’indebolire ancor di più il tifo organizzato: se già nel quinquennio 1995-2000 molti gruppi storici si erano sciolti, dal 2001 in poi sarà una vera e propria strage. “Bene!” diranno gli italioti di turno, non capendo che il tifo organizzato è casomai un punto di riferimento sia per i tifosi che per le istituzioni, e che è meglio avere il tifo organizzato che i cani sciolti. Ma il punto è un altro: da chi viene preso il posto dei gruppi storici in molte curve? La risposta ce l’avete in questi giorni…

2007: Decreto Amato. Nonostante i toni trionfalistici del precedente governo, la situazione non cambia. Anzi peggiora ogni giorno di più. E nel 2007 succede il patatrac, definitivo: al termine di Catania-Palermo muore un poliziotto, Filippo Raciti. Il successivo Decreto Amato, che ne seguirà, presenta i classici canoni dell’epurazione: via gli striscioni, che possono entrare solo se preventivamente autorizzati, come anche le coreografie ed i bandieroni. Tamburi, megafoni e fumogeni invece sono assolutamente vietati, e chi proverà ad introdurli negli stadi verrà duramente sanzionato. Le trasferte inoltre possono essere vietate dal questore di turno, adducendo non meglio precisati “motivi di ordine pubblico”. Insomma, il tifoso (anche non violento) diventa a tutti gli effetti un cittadino di serie B. Ma la violenza non cessa, anzi assisteremo sempre più alla diffusione di armi da taglio, a nuovi morti (Gabriele Sandri e Matteo Bagnaresi) ed a nuovi eventi di cronaca. Si è messo il tappo ad una pentola a pressione, e la pentola a pressione di volta in volta esplode facendo danni sempre maggiori.

2010: Tessera del tifoso. Altro governo, altra corsa. Nel 2008 Maroni ha la trovata dell’anno: la tessera del tifoso. Un nuovo strumento che nelle intenzioni iniziali andrà a sostituire i biglietti cartacei. E che verrà negato a tutti coloro che sono stati destinatari di un Daspo. Peccato che, come abbiamo visto sopra, il Daspo spesso e volentieri viene emesso alla cazzo… Nel 2010 il via al progetto: Maroni, per dare maggiore credibilità alla cosa, impone l’obbligo di possedere la tessera per chiunque voglia sottoscrivere l’abbonamento o seguire la squadra in trasferta. Ma sul Decreto Amato, il famoso Articolo 9, specifica che “Va applicato per coloro che abbiano ricevuto una condanna penale negli ultimi cinque anni”. Essendo tre i gradi di giudizio nell’ordinamento italiano, capite bene che si va ad incasinare non poco tutto il quadro. E le tifoserie boicottano in massa la tessera del tifoso. Che va a creare solo disagi e problemi di ordine pubblico. Quanto abbia realmente funzionato la Tessera, potete capirlo da soli rivedendo le immagini di quanto accaduto a Roma.

Dal “Chirurgo” a “Genny ‘a carogna’” passando per “Ivan il Terribile”. Nel corso degli anni abbiamo assistito da più parti alla creazione di personaggi mediatici, ogni volta che succedeva qualche problema. Si, perché il punto non era capire bene cosa fosse successo, ma avere un capro espiatorio da colpire a tutti i costi. E così spesso sono venuti fuori questi personaggi, dai nomi alquanto bizzarri, nomi che spesso e volentieri sono pure invenzioni giornalistiche. Ma non importa, nella loro logica la sola cosa che conta è sbattere il mostro in prima pagina… Nel 1995 avevamo “Il Chirurgo”, ossia il capo delle Brigate Rossonere 2, colui che voleva portare l’estrema destra nella Sud di Milano, e che insegnava ai ragazzini ad usare il coltello. Poi abbiamo visto “Ivan il terribile” ossia Ivan Bogdanov, ultras della Stella Rossa che tenne in scacco la polizia per ore a Genova. Abbiamo visto dei tifosi dell’Atalanta arrampicati sulla rete per chiedere che non venisse giocata Atalanta-Milan per rispetto della morte di Gabriele Sandri, accusati delle peggiori nefandezze, arrestati  e poi assolti. Adesso abbiamo “Genny ‘a carogna’”. Un bellissimo mondo mitologico. E non sappiamo a cosa credere, anche perché sappiamo tutti quante balle ci raccontano questi signori… Nel momento in cui scrivo, da più parti si punta il dito sul fatto che il buon Gennaro sarebbe figlio di un camorrista: scusate, ma anche che fosse, dove sarebbe la novità? Come ho detto sopra, i gruppi storici pian piano sono stati smantellati, il loro posto è stato preso da qualcun altro. Ed il vuoto di potere, specie nelle curve metropolitane, è stato preso spesso e volentieri da personaggi in odore di criminalità organizzata. Non da oggi, ma da anni. Motivo? Semplice, il giro di soldi che ci può essere attorno ad una curva! Ma questa non si chiama “camorra”: a Napoli lo chiamano “‘O sistema”, un sistema marcio di cui fa parte anche la Camorra, ma del quale non è l’unica componente…. Fatevelo spiegare da un napoletano, hanno tanti difetti, ma hanno il pregio di sapersi spiegare molto bene quando vogliono…

Per molti è uno scandalo che si sia trattato con un criminale del suo calibro per far giocare Napoli-Fiorentina. Dimenticandosi di quando proprio a Napoli un noto personaggio della camorra era a bordo campo con la pettorina di fotografo a vedere Napoli-Parma (clicca qui). E fingendo di non sapere che quando ci sono problemi di ordine pubblico, il capo della Digos e quello della tifoseria cercano sempre una mediazione per evitare guai peggiori. Chi non sa queste cose, vuol dire che al massimo ha visto le partite al campo dell’oratorio. Di che parliamo? In realtà se i napoletani avessero voluto non far giocare, lo avrebbero fatto tranquillamente. Erano in 30.000, potevi pure mandargli la celere, non so come andava a finire. Ma tutto questo la gente non lo sa. E parla parla parla…

I problemi però non sono per i criminali, che hanno ben poco da perdere: i problemi li viviamo tutti noi quotidianamente, soprattutto noi che facciamo parte di una curva provinciale, dove la criminalità organizzata non si infilterà mai perché non ne vale la pena. E che siamo la maggioranza delle curve italiane. Dove quasi tutti hanno un lavoro, e chi vive di espedienti in genere finisce anche con l’uscire dal giro della tifoseria, perché la presenza allo stadio finisce più che altro per essere un impiccio ai propri affari. Ecco, noi paghiamo anche per loro. E veniamo trattati da criminali anche se non lo siamo, anche se abbiamo un lavoro ed una famiglia. La capite ora la teoria del tappo messo ad una pentola a pressione?

Ora prepariamoci al Daspo a vita, come promesso da Alfano. Ma soprattutto prepariamoci alla diffusione delle armi da fuoco. Si perché le cose non cambieranno, ed assisteremo a nuovi morti, a nuovi feriti, a nuove partite sospese. Non c’è l’interesse a riportare le famiglie allo stadio (anche perché basterebbe veramente poco: settori per bambini in tutti gli stadi e biglietti a 1 €. Ma non ci arrivano…), c’è solo l’interesse a far si che lo stadio rimanga un luogo dove incanalare tutto il disagio.

Agli interdetti che mi verranno a dire “Eh ma qualcosa bisognerà pur fare…”, che poi sono gli stessi interdetti che straparlano di ultras senza capirne una fava, mi limito a rispondere che quando hai mal di denti non ti fai amputare una gamba perché “qualcosa bisogna pur fare”. Allo stesso modo, per colpire dei criminali veri o presunti che siano, non è necessario che ogni pisciata di cane vai ad emettere una legge speciale. Ma loro non ci arrivano, non sanno nemmeno come è fatto uno stadio, e si limitano a leggere i giornali. E’ lo stesso motivo per cui per 20 anni abbiamo avuto Berlusconi al governo: la gente non sa, ma crede ciecamente a ciò che dicono giornali e televisione. Forse bisognerebbe rivedere drasticamente il diritto di voto…

In chiusura, molti si sono scandalizzati per i fischi all’Inno di Mameli. Anche questi non sono una novità: ricordo ad Italia ’90 quando venne fischiato l’Inno Argentino, provocando la reazione di Maradona che in diretta mondiale esclamò “Hijos de puta!” rivolto al pubblico dell’Olimpico. Allora si diceva che fischiare l’Inno di un altro paese è un atto di grave inciviltà, e siamo arrivati a fischiare il nostro, un grande salto di qualità. Ma è giusto così, e concordo in pieno con i napoletani: l’Italia è un paese di merda, io stesso mi vergogno di essere italiano e non mi ci riconosco nell’Inno di Mameli. Pertanto non lamentiamoci: siamo diventati esattamente ciò che abbiamo scelto di essere…!

Mi raccomando, ora fate pur qualcosa. Io intanto vi pubblico questo splendido video di Maroni quando lanciò la tessera del tifoso. Ascoltate le parole che dite, e tenetele a mente quando Alfano pronuncerà la sua ricettina…

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2 pensieri su “1989-2014: 25 anni di leggi speciali…

  1. Giorgio Lambini

    Quello che hai detto è vero… e le ultime notizie di oggi che parlano di daspo a vita.. e di interrompere i dialoghi socità di calcio – ultrs non sono per nulla positive!!!!!
    Volevo anche aggiungere 3 cose:
    1 – anche il biglietto per la tribuna è nominativo ed è legato al documento di identità…
    2 – hanno obbligato tutti gli stadi ad installre i tornelli elettronici…
    3 – la tessera del tifoso è stata “strumentalizzata” da molte società che l’hanno associata ad una carta di credito… inoltre per come la vedo io è assurdo che la tessera del tifoso non sia “universale” ossia valida per tutti gli stadi… infatti se ho la tessera del tifoso del padova io non posso ad esempio acquistare un biglietto per milan – juventus… o altre partite che non siano del Padova.. questo perchè ogni squadra richiede la propria tessera. Se il principio è schedare a priopri il tifoso, avendo la tessera del Padova e quindi “conosciuto” dalla questura di Padova dovrei poter tranquillamente potre andare in qualsiasi stadio io voglia!!!!

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    1. millenovecentodieci Autore articolo

      Caro Giorgio, per me stanno dicendo solo un mucchio di stronzate. Vedrai che se ne usciranno con l’ennesima legge da psicopatici, ma nel concreto non combineranno nulla, perché non sono capaci di gestire le cose. O non hanno interesse. Si accettano scommesse.

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