2 maggio 2004 – 2 maggio 2014: Caro Gildo, sono già passati dieci anni…

GILDOFATTORINel decennale della morte di Gildo Fattori non abbiamo parole da aggiungere. Le parole se le porta via il vento, il magone resta, come quello che da questa mattina si è impossessato di me. Per questo motivo ci limitiamo a riportare papale papale il ricordo che i ragazzi della Tribuna Fattori hanno pubblicato sul loro sito ufficiale. Sicuri che non avremmo saputo esprimere meglio i concetti. CONTINUA A GUIDARCI, GILDO!

Ciao Gildo, chi ti scrive sono i tuoi ragazzi. O meglio quelli che tu chiamavi “i nostri ragazzi”. Siamo proprio noi, siamo gli Ultras Padova, siamo quelli della curva. Ti farà piacere sapere che oggi il nostro settore porta il tuo nome: “Tribuna Fattori”, proprio così. Non poteva essere altrimenti.

Come stai? Domanda del cazzo, dove sei adesso stai sicuramente meglio che in questo mondo di merda… Sono già passati 10 anni da quando te ne sei andato, ma ti scriviamo per dirti che non ti abbiamo mai dimenticato, e crediamo che valga la stessa cosa per te.

Certo, sono cambiate un pò di cose nel frattempo: innanzitutto da qualche anno non siamo più nella Curva Sud dietro la porta ma ci siamo spostati nella gradinata laterale che, come ti abbiamo anticipato, è stata ribattezzata “Tribuna Fattori”. E’ una postazione un pò strana per una tifoseria, ma del resto è “quasi” obbligata dal fatto che nella Curva Sud (a 50 metri dal campo) non riuscivamo ad influire, ad essere il “dodicesimo uomo”, e che in Fattori siamo molto più vicini al campo, compatti, e tifiamo molto meglio. Proprio il fatto che dopo 20 anni di Euganeo ancora non abbiamo una vera curva, e nemmeno si parla in prospettiva di avvicinare le curve al campo di gioco in modo da dare un settore degno di questo nome alla tifoseria, te la dice lunga sul rispetto che a Padova si porta per i tifosi biancoscudati, caro Gildo!

Il Padova in questi 10 anni è tornato in B, ha sfiorato la serie A, ed ora sta retrocedendo mestamente in Lega Pro. Ma soprattutto ha cambiato di nuovo padrone: quando te ne sei andato, si era appena insediato Marcello Cestaro, oggi siamo nelle mani di due speculatori, tali Penocchio e Valentini, che ci stanno distruggendo. Possiamo immaginare che ti starai rivoltando nella tomba, caro Gildo.

Ma è cambiato anche il calcio, Gildo, e soprattutto è cambiata la percezione che si ha dei tifosi: se ai tuoi tempi il tifoso era al centro di tutto, oggi è considerato da più parti un problema. E si cerca di fare in modo che lo stadio sia vuoto. Non solo a Padova, purtroppo. Hanno fatto delle leggi che, conoscendoti, ti avrebbero fatto rabbrividire: per acquistare il biglietto devi esibire un documento di identità, ed ogni biglietto è contrassegnato con il nome di chi l’ha acquistato, per andare in trasferta e farti l’abbonamento devi sottoscrivere la tessera del tifoso, altrimenti non solo non ti fanno comprare i biglietti, ma se provi ad andarci lo stesso ti diffidano, non puoi più portare tamburi, fumogeni, megafoni e bandieroni. Non solo, ma per un coro di sfottò possono anche chiuderti la curva, anche se qui a Padova non è ancora capitato, per fortuna. Hanno detto che tutto ciò era necessario per combattere la violenza, ma in realtà la violenza non è mai cessata, ed allora è chiaro che si vuole tenere i tifosi a casa, il più possibile. Non a caso adesso si gioca in tutti i giorni e gli orari più assurdi, si va dalla domenica a mezzogiorno fino al venerdì alle 19. Tutto per favorire le televisioni. Ci sono troppi interessi in mezzo, Gildo: società che falliscono, altre che emergono dal nulla, e le partite si giocano sempre più spesso in sala scommesse che sul prato verde. Insomma, il calcio, il nostro amato calcio, non c’è più. E’ diventato uno schifo. Noi però ci andiamo ancora, Gildo, perchè per noi il Padova è una malattia. Una malattia che va oltre il calcio, si parla di amore per la città, di comunità, di amicizia, di passione. E siamo convinti che se fossi ancora qui con noi, anche tu verresti ancora. Seppur schifato da tutto…

Ma purtroppo tu non ci sei, caro Gildo, e la nostra amarezza è grande. Solo una cosa ti chiediamo: continua a guidarci da lassù! Continua a vegliare su di noi, continua a tifare il Nostro Padova, e mettici una buona parola. Dacci la forza per non mollare mai, per continuare a combattere contro i criminali che vorrebbero distruggere la nostra storia calcistica.

CARO GILDO, CONTINUA CON LA TUA VOCE A MUOVERE LE NOSTRE BANDIERE, COME HAI FATTO IN QUESTI DIECI ANNI. NOI NON TI ABBIAMO DIMENTICATO, NON DIMENTICARCI MAI NEMMENO TU!

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