Arroganza al potere

TrovaledifferenzeSono tempi difficili per il Padova ed i suoi tifosi. E’ soprattutto il remake di un film già visto da queste parti, con una società sana infangata da personaggi ridicoli ed assurdi, senza arte ne parte, senza alcuna qualità ma solo con tanta arroganza ed una lingua molto lunga. In questo, Diego Penocchio (mi rifiuto di chiamare “presidente” uno scarto umano del genere….) assomiglia molto a Cesarino Viganò (vale lo stesso discorso). Con una differenza, sostanziale: il brianzolo, quando parlava, evidenziava un pessimo carattere e, soprattutto, tanta malafede. Negava l’evidenza e scaricava le colpe sui tifosi. Il bresciano è si molto arrogante ma, a differenza del primo, quando parla sembra ubriaco.

Ed a vedere gli spezzoni della sua conferenza stampa di ieri, dove sbiascica, si mangia le parole e ad un certo punto sembra quasi addormentarsi di fronte ai cronisti che gli fanno le domande, toglierei anche il “sembra”:



Tolto il suo dubbio stato psico-fisico, in quest’intervista Diego Penocchio dice una frase che verrà ricordata a lungo qui a Padova. “Non dimenticatevi mai il vostro background ed il vostro curriculum sportivo”. Che tradotto significa “Il Padova tornerà in C e merita di restarci”. Frase detta da colui che amministra la società. In questo senso possiamo andare a fare un parallelo con Viganò, che quanto a strafottenza non scherzava nemmeno lui. E, visto che questo è un sito di ricordi, belli o brutti che siano, andiamo a ricordare alcune delle frasi celebri del delinquente brianzolo:

“Farò del Padova il “nuovo Parma” (Primavera 1996, appena acquisito il pacchetto societario)

“Se l’anno prossimo, dopo dieci partite, saremo ultimi a zero punti, avrete tutto il diritto di contestarmi. Non prima” (Primavera 1996, frase detta a voce ai tifosi durante una contestazione a Bresseo)

“Lo sciopero degli ultras? Irrilevante! Oggi abbiamo fatto più pubblico del solito…” (Padova-Foggia 1997/98, in seguito allo sciopero della curva rimasta completamente vuota)

“Mettetevi bene in testa una cosa: il Padova siamo noi dirigenti, non i tifosi!” (Sempre Padova-Foggia)

“Gli striscioni contro di me? Non li ho proprio visti!” (Padova-Genoa 1997/98, dopo che erano apparse decine di “doppie aste” con scritto “Viganò vattene”)

“E’ colpa vostra se siamo retrocessi in serie C: invece di sostenere la squadra, mi avete sempre e solo contestato!” (Primavera 1998, frase detta a voce ai tifosi durante una contestazione a Bresseo)

“Oggi sembrava di giocare a Modena. A volte sembra proprio che noi i tifosi non li abbiamo!” (Padova-Modena 1998/99)

“Per essere una città di grandi tradizioni universitarie, Padova ha una mentalità ristretta!” (Primavera 1999, intervista sul Mattino)

E sicuramente molte altre che in questo momento non mi sovvengono. Direi che comunque queste bastano per ricordare l’arroganza e la sfrontatezza del personaggio.

Ora, siccome i ricordi belli tutti se li tengono a mente, mentre quelli brutti si tenderebbe ad accantonarli; è invece più che mai necessario ricordarsi bene quel periodo. Che è servito da esperienza. Anche per non ripetere certi errori (come quello di abbandonare il Calcio Padova, lasciando questo elemento libero di fare il bello ed il cattivo tempo).

Per il resto, i tifosi sono perfettamente in grado di giudicare e di farsi una propria idea.

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